sabato 13 aprile 2013

Corso di piante officinali UNI3 Mamoiada...

E' sorprendente l'atmosfera che si respira e le conoscenze tradizionali che saltano fuori durante le lezioni a Mamoiada!
Una volta abbattuta la "distanza" tra docente (che sarei io) e corsisti, e dopo averli coinvolti nella fase pratica di riconoscimento, viene lanciata da uno di loro la proposta di realizzare un' indagine, che verrà pubblicata, sulla medicina tradizionale mamoiadina dove chiaramente la coordinatrice sarò io e i protagonisti principali sono le piante e i custodi delle loro preparazioni!
Ormai non li chiamo più allievi..ma i colleghi di indagine sono persone di diverse età con una loro cultura personale e grandi conoscenze fitoterapiche tradizionali locali!
Tutti molto attenti, curiosi e motivati, decisi a indagare presso gli "adulti" del paese ultranovantenni che si sono disposti a divulgare queste conoscenze affinchè non vadano perse....
Che dire!
Contentissima e onoratissima di aver avuto questa grande occasione.
Giovedì prossimo (sesta lezione) sarà la volta delle preparazioni e ci diletteremo a gustare infusi, tisane e decotti firmati Azienda agricola Fizza'e Luna!

lunedì 11 febbraio 2013

Rituali di purificazione....L'USO DELLE ERBE SPONTANEE A SCOPO ALIMENTARE..

La consuetudine dell’uso delle piante a scopi nutritivi e a scopi rituali (purificazione) è antica quanto l’uomo. Ci arrivano notizie dal passato quando le stagioni venivano scandite da periodi di celebrazioni tipiche del culto agrario e del mondo agro-pastorale.

La memoria riporta a oggi che tali periodi sono stati ripresi nelle quattro Tempora pervenute a noi negli scritti di San Filastrio, ve­scovo di Brescia (387 d. C.). Si trattava di quattro distinti periodi destinati a invocare e ringraziare la provvidenza divina per i frutti della terra e per il lavoro dell'uomo, da qui si ricordano diverse feste pae­sane legate al culto agrario:
·      Sant’Antonio (Sant’Antoni) il 17 gennaio festeggiato con il rito del fuoco, evidenzia un culto arcaico legato alla terra e risveglio della natura;
·      Sant’Isidoro (Santu Sidore) festeggiato nel passato in tutta l’isola il 15 maggio, protettore dei contadini.
Un tempo le processioni in onore del Santo vedevano la partecipa­zione di bovi aggiogati e inghirlan­dati con fiori di campo e la benedizione di tutti gli animali
·      San Giovanni Battista (Santu Juvanni) festeggiato il 24 giugno e legato alla tradizione fitoterapica isolana, con il rito del fuoco e dell’acqua;
·      San Michele Arcangelo (Santu Micheli) festeggiato il 29 settembre anticamente protettore dei terapeuti si celebravano riti di protezione finalizzati alla lotta contro il male.
A questo periodo si fanno risalire gli antichi riti agrari di protezione (propiziatori) che prevedevano talvolta l’uso di maschere e rappresentazioni che in tempi più recenti vennero spostate al periodo del carnevale pur appartenendo alla fine dell’anno agrario (settembre in sardo chiamato apudanni/capidanni indica l’inizio del nuovo anno agrario)....
La tradizione delle «Quattro Tempora», originariamente legata alla santificazione del tempo nelle quattro stagioni, rappresentano una tradizione antica per celebrare le stagioni e il ciclo della natura, per mezzo di riti di protezione e purificazione finalizzati alla consacra­zione delle stagioni al bene. In questo tempo si praticava un “di­giuno” durante il quale si assumevano piante spontanee a uso ali­mentare che aiutavano a depurare il corpo e lo spirito, tutte offici­nali.
In primavera chiamato Reminiscere, propiziatorio di un buon rac­colto, Quest'anno ricade nei giorni mercoledì 20, venerdì 22 e 23 sabato Febbraio 2013...


Tra le varie pietanze ricordiamo la preparazione del Ramolaccio - Raphanus raphanistrum L. sub. raphanistrum - Brassicaceae (Cruciferae)...
Sardo: aburlanta, aimmurata, almuraccia, almuranta, almurata, ambrullantia, ambuatza, ambulatza, ambuacia, amulatza, chimedda, armuranta, armuratta, armuratza, asana, asmurata, chima, chima, irmulatta, mulatta, ravanella aresta, rave, siri ghimmaghimma; ambularza (Ovodda)...(COPYRIGHT FIZZAS DE LUNA)


 

martedì 22 gennaio 2013

domenica 15 luglio 2012

Antiche consuetudini: Andar per cicorie....(Andare a ziccoriare)!



In tutta la Sardegna sin da piccoli abbiamo memoria della pratica co­mune l’uso delle essenze spontanee a scopo alimentare, tutti noi conosciamo e impariamo a riconoscere le piante commestibili an­che se qualche caso del passato ci ricorda che per alcune di esse un piccolo errore di valutazione nel riconoscerle può costare alcune volte persino la vita! Tra queste ricordiamo le cicorie, i cardi, gli asparagi, il crescione, il sedano d’acqua, il ramolaccio selvatico, che davano vita a specifiche pietanze ed erano comunque ingre­dienti delle zuppe/minestre selvatiche (lampazzu, erbuzzu…).

Questa antica consuetudine nel passato, e in maniera residuale oggi, era necessaria per il reperimento di erbe amare ben precise tutte della famiglia delle Compositae (Asteraceae) alle quali erano attribuite proprietà purificanti: un vero e proprio “alimento medici­nale” con lo scopo di depurare l’organismo e lo spirito nei periodi in cui si svolgevano i rituali di purificazione (Temporas).
Nel periodo che va da marzo ad aprile una delle tante attività tradi­zionali delle donne sarde è a oggi andare a raccogliere cicorie, di solito membri della stessa famiglia, comari, vicine di casa, in­somma si trattava anch'esso di una sorta di rito durante il quale si discuteva di questioni di una certa rilevanza, e lo stesso atto di “andar per cico­rie” veniva considerato alla stessa stregua dei lavori nei campi, qindi di una importanza vitale. Da sfatare che le piante spontanee venissero utilizzate a scopo alimentare solo nei perodi di carestia!

Ma quante specie di cicoria abbiamo? Quali di queste sono comme­stibili e lo sono sempre?
Personalmente ne contiamo ben sette specie differenti, partendo con quella più comune che da alcuni viene erroneamente ricono­sciuta come “coltivata”, in realtà originariamente spontanea come per il caso della borragine i cui semi vengono commercializzati per la coltivazione. È facilmente individuabile, nel suo periodo balsa­mico a giugno la troviamo in fiore con dei curiosi fiorellini blu (Cichorium inthybus L. Cicoria selvatica/zìcoria), altra cicoria selvatica ben conosciuta è il Tarassaco o Dente di leone/zìcoria burda Taraxacum officinalis Web., Boccione maggiore/zìcoria piluda (Urospermum dalechampii L. Schmidt), Cicoria falsa/zìcoria venada a urruviu (Crepis vesicaria L.) da non confondere con: Crepide fetida/zìcoria pudessia (Crepis Foetida L. ), che non è commestibile! Costolina/coroddu (Hypochoeris radicata L)., Dente di leone tuberoso/zìrimma (Leontodon tuberosus L.) , Ioseride stellata/ zìcoria proheddana  (Hyoseris radiata L.) .....
(Diritti riservati FIZZAS DE LUNA. Antiche esperienza di cura delle contadine di Sardegna Zènìa Editrice di Mario Murru).